3 aprile 2016


Diventa dunque importante educarsi a non fare a meno degli altri ma, anzi, a sentirsi bisognosi della collaborazione degli altri sapendo che sono diversi da noi, con diversi talenti da mettere in gioco per il bene della comunità.

Nella prima giornata di formazione abbiamo detto che il grest può essere interpretato come un pellegrinaggio, e camminare significa anche preparare lo zaino e dunque fare una scelta delle cose da portare con sé e di quelle da lasciare a casa, significa alleggerire il carico. Così anche per quanto riguarda la motivazione e lo stile con i quali si vuol fare l'animatore.
Camminare significa anche uscire da sé stessi, è guardarsi da fuori: noi come pensiamo di essere e noi per come ancora non ci conosciamo.

Essere animatori non è cosa da poco per gente da poco. Seminare sorrisi, educare a valori grandi e che durano alla prova del tempo, colorare un ambiente di amicizie vive e relazioni significative: ecco il grest. L'animatore deve sapere che non vedrà mai tutto il bene che trasmette ai ragazzini ma deve sognarlo e sapere che il suo dare il massimo in ogni momento donando il meglio di sé rimarrà come scolpito nella memoria di quei bambini che ne rimarranno affascinati nel profondo.
In bocca al lupo allora a tutti i ragazzi delle superiori che nelle nostre parrocchie si stanno preparando a essere animatori dei grest dell'estate che si sta avvicinando!
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