lunedì 29 gennaio 2018

Cambiamenti inaspettati in corso


Da qualche mese a questa parte in oratorio a Regina Pacis sta capitando qualcosa di meraviglioso e di inaspettato. Dopo due anni in cui sto cercando ragazzi delle superiori per dare una mano e mettersi al servizio dei bambini delle elementari e dopo due anni di silenzi mi sono accorto di una cosa. È nata da sola. Sta germogliando. I ragazzi delle medie. Sì, esatto, proprio quelli che l'anno scorso ci hanno dato problemi, si stanno offrendo uno alla volta di venire a dare una mano nei compiti dei più piccoli. E sapete una cosa? Non li ho mai spronati: hanno vissuto sulla loro pelle quanto di buono era accaduto in passato ed è nato il desiderio di ricambiare. E sono bravissimi: dovreste vedere con che serietà prendono questo servizio. Inoltre l'ho fatta sudare a tutti: quando mi chiedevano di restare a dare una mano per la prima volta li ho fatti andare a casa e se davvero fossero stati interessati di tornare il giorno seguente. Se tornavano (sono tornati quasi tutti) erano i prova per un mese. Educare al servizio non è dare a tutti ciò che vogliono fare in quel momento: è alimentare il desiderio del cuore di donarsi davvero.
Alcuni di questi sono ragazzi di III media, tirati dentro da Alex (loro educatore) ma la maggioranza sono ragazzi di II media che hanno trovato casa in oratorio, quello feriale. È meraviglioso e allo stesso tempo preoccupante. Meraviglioso perché questo denota un cammino personale in cui entra in gioco la gratuità e la responsabilità del ragazzo e perché effettivamente i bambini ne hanno un gran bisogno. Sono preoccupato del fatto che i cristiani sono ben pochi a mettersi in gioco: Omar, Luca, Greta, Chiara e Ilaria. Gli altri sono ragazzi di religioni diverse ma che evidentemente stanno vivendo pagine semplici di Vangelo senza nemmeno saperlo. Ghani, Taulant, Adil, Adal, Aon, Maham, Lali... che bellezza vederli crescere così!
Intendiamoci: non sono preoccupato del fatto che ragazzi di altre confessioni vengano a far da padroni in casa nostra. Sono preoccupato che i battezzati non riconoscano l'oratorio come casa (di tutti).
Ad ogni modo questo è proprio un periodo bello per l'oratorio di Regina Pacis, il migliore da quando sono qua e questo mi conforta tanto per il proseguimento del cammino.





lunedì 15 gennaio 2018

Diamo in numeri (2017)

Gennaio arrivato è arrivato e ho provato a fare qualche calcolo riguardante gli oratori della nostra UP, così per avere un quadro sintetico (ma tutt'altro che esaustivo) di ciò che negli ultimi 12 mesi è avvenuto.
Essendo le persone al centro del progetto, ho provato a fare una stima di quanta gente ha reso viva tale esperienza. Bene, partiamo.
Durante la fase c.d. “invernale”, che va in realtà da ottobre a maggio, nelle attività degli oratori feriali (ovvero quelli che aprono almeno un giorno fra lunedì e venerdì) sono passati circa 200 ragazzi dalle elementari alle superiori, di cui una piccola parte di quest'ultimi ha anche svolto un servizio. Se insieriamo in questa stima anche il periodo estivo, si arriva a raddoppiare il numero (comprendendovi anche gli animatori).
Durante il periodo invernale, i nostri oratori sono stati luoghi accoglienti per 613 ore e durante l'estate per 325 ore: che sia tanto o sia poco lascio a ciascuno giudicare, ma ciò di cui è importante tenere conto è il fatto che effettivamente questo dato ci porta a dire che nella nostra UP, in concomitanza con tante altri percorsi, quello degli oratori è un progetto che aperto sui quartieri in cui sorgono le nostre parrocchie.
Di queste ore, circa 263 sono state quelle dedicate all'aiuto dei ragazzi nello svolgimento dei compiti scolastici: un accompagnamento a prendere sul serio le responsabilità di ciascuno, che oggi sia chiamano “scuola” e un domani si chiameranno “lavoro”, “famiglia”, “volontariato”, e quant'altro.
Chi ha prestato servizio nei progetti oratoriani del periodo invernale sono stati una ventina di adulti e una ventina di adolescenti che in diversi tempi, in diversi ruoli, con diversi carismi hanno messo a disposizione parte del proprio tempo dedicandolo a stare coi più piccoli. L'estate è il tempo della rivincita degli animatori: sono circa un centinaio, infatti, i ragazzi delle superiori che la scorsa estate hanno portato avanti i diversi Grest e CompiGrest. Da sottolineare che alcuni di essi non provenivano dalle fila delle nostre parrocchie: una decina o forse più da Correggio (animatori in missione li avevo chiamati); altri arrivati dal canale dell'Alternanza Scuola Lavoro. L'aggiunta di questi animatori non solo ha reso fattibile parte di alcuni Grest ma è stato anche motivo di arricchimento reciproco aiutando a uscire dal solito “si è sempre fatto così da noi” per aprire occhi e cuore a realtà nuove e da creare insieme.
Concludo ringraziando tutti coloro che credono nell'azione educativa dell'oratorio e che lo sostengono in vari modi. Ciononostante non posso non ringraziare in particolare Arianna, Ilaria e Alex, tre giovani universitari che a settembre hanno accettato di imbarcarsi in un'avventura di fraternità e servizio (ovvero di missionarietà) per un anno intero. Loro non solo sono una forza preziosa ma sono anche motore di progettazione e pensiero che tanto fanno bene all'arricchimento dei nostri percorsi.
Bene, ora che abbiamo dato (una stima de) i numeri non ci resta che vivere al massimo questo anno che è appena iniziato!

Ciri

PS: Per chi volesse montar sulla barca degli oratori informiamo che ci sono ancora diversi posti liberi!!


giovedì 4 gennaio 2018

Un profilo adolescenti in Emilia Romagna

Qualche tempo fa sono stato a un convegno sulle tematiche adolescenziali in Regione a Bologna. Finalmente sono riuscito a studiarmi parte del materiale che mi è stato consegnato. Il materiale statistico (per quanto come ogni indagine debba essere presa con le pinze...e lo dico da gran sostenitore degli studi sociali) è davvero interessante. Talmente tanto che non posso tenermelo per me. Così ho voluto lasciarvi alcuni dati che mi hanno particolarmente interpellato e che possono avere agganci con la missione degli oratori.
Partiamo dal fatto che in Emilia Romagna ci sono circa 346mila adolescenti, ovvero ragazzi di età compresa fra 11 e 19 anni (7,8% della popolazione regionale). Il 13% è straniero e i maschi superano lievemente le ragazze.
Il 90% dichiara di percepirsi in buona salute anche se il 45% assume farmaci, solitamente autoprescritti, almeno una volta a settimana. Solo il 17% mangia frutta e verdura in quantità sufficiente. Per quanto riguarda le ragazze di 15 anni, 1 su 2 percepisce il proprio corpo come grasso sicché 2 su 5 sono a dieta con l'obiettivo di perdere peso. Anche il 14% dei maschi dichiara di essere a dieta ma con l'obiettivo di aumentare massa muscolare.
Uno dei dati che mi fa drizzare le antenne è quello del consumo di alcool. Guardano ai 15enni, quasi 1 su 2 ne consuma frequentemente. Inoltre, per quanto riguarda gli individui fra i 15 e i 19 anni, 1 su 3 ha bevuto almeno 5 unità alcoliche nella stessa occasione negli ultimi 30 giorni. Quest'ultimo è un fenomeno in crescita e prende il nome di “binge drinking”.
Quasi 1 adolescente maschio su 2 gioca d'azzardo in maniera occasionale: il 4,4% è a rischio di dipendenza patologica, mentre lo 0,9% lo è a tutti gli effetti.
Mi ha sgomentato il fatto che nel 2015 cinque adolescenti sul nostro territorio regionale abbiano scelto di togliersi la vita. E sapere che il dato è in linea con gli anni precedenti di certo non mi ha anestetizzato. Non riesco a farmi andar giù queste tragedie. Non ho soluzioni, solo pensieri.
Per quanto riguarda le relazioni, sappiamo bene come sul pianeta adolescenza siano importanti le amicizie, tanto che circa 4 ragazzi su 5 si sentono di poter parlare di tutti i loro problemi con gli amici. Il 94% di essi si frequentano durante il tempo libero. Il 36% dichiara di avere un gruppo stabile di amici. Tuttavia non mancano coloro che si ritirano quasi totalmente (1,5%).
Altro tema importantissimo in questo campo riguarda gli affetti: 3 ragazze su 5 dichiarano di vivere una relazione sentimentale stabile; per quanto riguarda i maschi invece solo 2 su 5.
Di coloro che frequentano la scuola, il 15% sono stranieri e il 3% disabili. Tra gli iscritti al primo anno delle scuola superiore, 1 adolescente su 10 abbandona gli studi. Negli istituti professionali 1 ragazzo ogni 3 è ripetente. In queste scuole quasi 2 adolescenti su 3 sono maschi, 1 su 3 è straniero e al termine del primo anno 1 su 3 viene bocciato.
Circa 1 adolescente su 10 pratica attività di volontariato, in particolare coi bambini. Tra le più frequenti vi sono anche attività con anziani, poveri e disabili.
Quasi la metà dei giovanissimi dichiarano che molta probabilità troverebbero maggiori opportunità all'estero per realizzare i propri sogni. Il 36% ne è certo; solo il 13% non è d'accordo con questa idea.
Il tempo libero è sfruttato in particolare per trovarsi con gli amici. In seconda posizione, a pari merito, troviamo lo sport e la tv. Il 30% degli adolescenti pratica attività sportiva più di quattro giorni a settimana. Tuttavia i 15enni sono i più a rischio di dropout: il 9% non pratica mai attività sportiva. Inoltre, il 29% degli adolescenti passa più di 2 ore al giorno tutti i giorni davanti alla televisione.
Il 28% dichiara di non aver letto nemmeno un libro nell'ultimo anno; solo il 31% ne ha letti più di tre.
Il 30% dei ragazzi dichiara di non far nulla durante il tempo libero: questo mi sbigottisce. Spero sia una provocazione tipica di questa età.
Mi stupisce, ma in senso positivo, vedere che 4 giovanissimi su 5 vivono con entrambe i genitori: mi sarei aspettato un numero molto inferiore. Il 12% vive solo con la madre, l'1% col padre (tanti quanti vivono solo con i nonni), e il 4% in nuclei ricomposti.
Circa 1 ragazzo su 4 riceve una “paghetta” settimanale, della somma media di quasi 20 euro. 3 su 5 hanno la sana abitudine a risparmiare: qua salta l'immagine più diffusa degli adolescenti con le mani bucate. Che la crisi economica abbia tenuto vigili le loro coscienze?
Parlando delle preoccupazioni dei genitori svetta prima in classifica la voce “subire incidenti stradali”, che supera preoccupazioni che dal mio punto di vista educativo mi paiono più stringenti come la “mancanza di prospettive”, la frequentazione di “cattive compagnie” e “l'abuso di alcool”.
In 3 famiglie su 4 gli adolescenti sono liberi di parlare di qualsiasi argomento: in quasi tutte le opinioni sono diverse. Questo è un dato sanom anzi sarebbe ancora più opportuno fosse più elevato. Questo perché in una famiglia dove si è liberi di parlare avendo opinioni diverse favorisce la crescita del ragazzo. Gli estremi da evitare sono evitare i conflitti (o perché non vi è dialogo o perché vi è un'unica direzione imposta) oppure confliggere su tutto (come capita al 5% delle famiglie).
Per quanto riguarda gli spazi di aggregazione spicca l'elevato numero di biblioteche, alcune dedicate ai ragazzini. Ma ciò che mi stupisce e mi fa riflettere sulla nostra missione è che ancora prima dei centri commerciali, delle polisportive e delle associazioni culturali, come centri di aggregazione più diffuso sul territorio e più attivo dei precedenti vi siano gli oratori e le parrocchie.
Tanti altri sarebbero i dati degni di nota ma ci fermiamo qui. Tracciato una sorta di identikit dell'adolescente ciò che agita il mio cuore sono almeno due cose: chiederci se conosciamo i nostri ragazzi veramente e cosa proponiamo per stare loro accanto come compagni di strada in questo periodo fluidità quale è questa fase della vita.

Certo non possiamo prendere su di noi tutto questo onere. Tuttavia siamo punti di riferimento o lo possiamo diventare sempre più. Occorre farlo nella maniera migliore possibile. Teniamo aperte queste due domande: ci faranno fare strada per rendere i nostri oratori veri incroci fra strada e chiesa.

giovedì 21 dicembre 2017

Natale, tra correre e...restare

Siamo ormai al termine dell'Avvento. Sembrava ieri il suo inizio. Fra poche ore festeggeremo il Natale...ma ne siamo consapevoli?
In questi giorni, mentre scambio due chiacchiere coi ragazzi degli oratori chiedo loro se durante le vacanze saranno a casa. Moltissimi partono: diversi albanesi vanno a trovare i parenti, alcuni pakistani vanno a in Germania, Inghilterra, altre regioni di Italia dove vivono i cugini, i reggiani si dividono fra campeggi invernali e settimana bianca. Un Natale tutt'altro che rilassante. Ma, in effetti, leggendo i brani biblici di questi giorni la Bibbia stessa ci presenta una dinamicità pazzesca: Zaccaria che va al tempio, Gabriele che incontra Maria, Giuseppe che non sta nella pelle, Maria che va a trovare Elisabetta, la famiglia di Nazaret che va a Betlemme per censirsi, i pastori che accorrono, i magi che viaggiano...
Tuttavia alcuni restano (come me). Ho lanciato la proposta di tenere aperto un oratorio per le superiori come l'anno scorso i primi giorni dell'anno... Non sembra l'anno buono però. Così ho pensato di fermarmi io e lasciare che chiunque passerà da Regina Pacis (l'oratorio più centrale, aperto e vissuto) i primi giorni dell'anno sia accolto come si deve. Cosa mi aspetta? Incontri, tanti incontri mi auguro.
Se durante il resto dell'anno corro da un oratorio all'altro dell'UP, questo periodo natalizio proverò a stare ad aspettare in oratorio (oltre alle dovute ferie...in famiglia e ad Assisi coi ragazzi di Correggio che seguo). Mi spoglierò delle vesti dell'educatore onnipresente (che non sono) e indosserò quelle che mi si addicono di più, quelle povere di una stalla... d'altronde il Natale non è iniziato così, in una mangiatoia? E chissà che non incontri i "magi", i "pastori" e i "locandieri" di oggi.

Buon Santo e Povero Natale!


giovedì 14 dicembre 2017

Consigli di Oratorio

Un sistema complesso, come spesso si presenta l'oratorio, non può essere gestito secondo il metodo semplicistico di uno che ha in testa tutto e con attorno un folto numero di persone che pendono dalle sue labbra.
In diverse realtà oratoriana è riconosciuta e definita la presenza di un coordinatore (educatore di progetto). Tuttavia l'esperienza suggerisce che non sia lasciato solo, ma che possa contare su una equipe di coordinamento, per evitare la duplice negatività dell'agire autoreferenziale e del peso della solitudine di fronte alle responsabilità. Oltretutto si minerebbe alla base lo spirito di comunione, condivisione e corresponsabilità.
Allo stesso tempo le tante figure educativi presenti nell'ambiente oratoriano non possono essere semplicemente accostate le une alle altre, assecondando la spontanea divisione a gruppi di interesse, che non poche volte hanno dato vita a una competizione interna: la squadra del catechismo, quella dello sport, quella degli animatori, quella della liturgia, ...
L'esigenza di dare una struttura organizzativa all'oratorio si deve confrontare con il delicato ma necessario compito di rendere concreti i suoi valori e le sue finalità, rispettando la sua identità e rispondendo alla sua missione.
A tali caratteristiche corrisponde il Consiglio di Oratorio presieduto dall'educatore di progetto. A tale organismo è doveroso che partecipino i responsabili dei principali "settori" presenti in oratorio, la rappresentazione dei genitori, degli animatori e delle associazioni, il parroco o curato. E' un consiglio che si deve occupare del calendario annuale e dei molti aspetti organizzativi ma è opportuno che dedichi un adeguato tempo alla verifica delle iniziative e allo studio delle problematiche giovanili. E' nel contesto di tale organismo che i responsabili si fanno interpreti fondamentali dell'identità ecclesiale dell'oratorio.
[Tratto da "I ragazzi dell'Oratorio"]

Con queste parole don Claudio Belfiore (esperto di oratorio) ci indica alcune piste per creare dei CdO (Consigli di Oratorio). Nella fattispecie abbiamo provato a descrivere l'organizzazione del progetto oratori della nostra UP con il seguente schema.



Come si vede, il lavoro dei CdO è supportato e preceduto da un duplice lavoro: quello dell'Educatore di progetto (Ciri o chi per lui) e dell'Equipe Oratori, costituito dai giovani universitari che hanno fatto scelta di servizio e di fraternità per questo anno (Arianna, Ilaria e Alex).
Sentiamo la necessità di estendere a una platea maggiore l'invito a partecipare ai CdO, consci del fatto che forse ci sono energie non interpellate che potrebbero invece essere preziose: se ti senti interpellato comunicalo a Ciri.

martedì 12 dicembre 2017

Orientiamoci III media

Dalla fine di novembre è cominciato un percorso di orientamento alla scelta scolastica prossima per i ragazzi di III media. Tali incontro è portato avanti dagli educatori dei cammini formativi dei ragazzi assieme all'educatore di oratorio, così da permettere anche una eventuale mescolanza culturale e sociale dei ragazzi stessi.
Gli incontri (al lunedì a Regina Pacis e al venerdì a Roncina) sono impostati attraverso una metodologia altamente esperienziale: non ci sono grandi discorsi da ascoltare, ma tante attività ed esercizi per scavare nelle profondità di se stessi, quelle meno accessibili.
L'idea, infatti, è quella di dare ai ragazzi degli strumenti per capire cosa è già seminato dentro se stessi: competenze, talenti, attitudini, desideri, paure e progetti che sono già presenti in loro ma che hanno solo bisogno di essere illuminati e riletti.
Agli incontri stanno partecipando una quindicina di adolescenti, che sempre più si mettono i gioco con se stessi e con il gruppo di coetanei. Ad ogni incontro, infatti, c'è un momento di condivisione in cui ciascuno può sentirsi libero di comunicare ai presenti quando emerso per sé, senza mai che questo diventi un obbligo. Obbligarli a condividere quanto di più profondo si cela nel loro intimo sarebbe una violenza morale e psicologica gratuita e con non porterebbe alcun frutto se non marcio.
Al termine degli incontri non verrà dato alcun consiglio ai ragazzi: siamo convinti che ne abbiano già tanti. Tuttavia ci pare importante ascoltarli a tu per tu: un tempo in cui poter verbalizzare quanto prodotto dagli incontri e dalla rilettura del proprio vissuto. L'ascolto è un canale potentissimo per significare il proprio passato, presente e futuro... ma quanto spesso ce lo dimentichiamo.
Inoltre ci pare importante condividere questo tragitto assieme ai genitori attraverso un incontro di sintesi e per darci qualche linea guida di cosa non fare e di cosa fare come accompagnatori privilegiati dei propri figli.
E tutto questo non è Vangelo? Gesù non era un grande ascoltatore e un grande osservatore? Non illuminava la strada del vissuto delle persone che gli si facevano vicino? Non era un profondo conoscitore dell'anima, ovvero del lato più umano di ciascuno? E se noi educatori e genitori, alla scuola del Maestro, cerchiamo di ripetere nel concreto del quotidiano i gesti del bel Pastore, non stiamo evangelizzando?

Quando dunque ebbe loro lavato i piedi ed ebbe ripreso le sue vesti, si mise di nuovo a tavola, e disse loro: "Capite quello che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io".

giovedì 7 dicembre 2017

Maria, la piena di grazia!

Prima di scrivere questo articolo confesso di essere andato a vedere cosa avessi scritto circa un anno fa a proposito del Natale su questo blog: a distanza di un anno ho visto che alcune mie speranze stanno diventando realtà e questo da serenità anche nel trambusto.

Siamo ormai alla vigilia della festa dell’Immacolata e oggi (7 dicembre) è il mio compibattesimo: 31 anni da figlio nel Figlio. Mi chiedo se veramente sto vivendo il mio battesimo, la mia identità, vocazione e missione. La verità è che siamo in cammino, mai arrivati: ma che bel cammino! In cammino come Maria, di casa in casa. Un bellissimo libro di Ermes Ronchi narra tutte le case in cui Maria ha vissuto nei Vangeli: una Maria umanissima e affascinantissima. Mi piace pensare che in una UP che si è battezzata Santa Maria degli Angeli, anche i suoi oratori siano case di Marie. Non saranno narrate nei Vangeli ma potrebbero narrare il Vangelo. Infatti sono sempre più persuaso che le piccole azioni quotidiane, fatte nella ferialità, parlino del più bello fra i figli dell’uomo.

Maria, assieme al suo sposo Giuseppe, ci dona uno stile laicale estremamente evangelizzante: “Povera di tutto, Dio non ha voluto che Maria fosse povera d’amore” (Ermes Ronchi). Se il nostro stile educativo oratoriano prendesse sempre più esempio da questa coppia allora basterebbe entrare in oratorio per respirare dinamiche del Regno dei Cieli. Ogni oratorio sarebbe vissuto a immagine e somiglianza della casa di Nazaret, ma anche di quella di Cafarnao, talvolta rassomigliare alla grotta di Betlemme. Case, oratori in cui non c’è un bel niente di perfetto; ma case, oratori in cui si impara l’arte di donarsi perché la vita cresca in sapienza e grazia davanti agli uomini.
I ragazzi hanno bisogno di persone che siano affascinate da Gesù e lo servano in essi. Hanno bisogno della presenza tua, fatta di limiti e di talenti. Hanno bisogno di punti di riferimento…come Maria lo è stata e lo è.

Buona festa dell’Immacolata!




ciri